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Chiccheddu: lo sciopero a rovescio di Solarussa

24 gennaio 2012 giulia 2 commenti
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I Racconti dalla Sardegna.

Francesco Floris, noto Chiccheddu, classe 1923, racconta a Tag Sardegna lo sciopero a rovescio dei primi anni ’50 avvenuto nel suo paese, Solarussa, in provincia di Oristano, nell’Alto Campidano.

In quegli anni, era da poco finita la guerra, in tutta l’isola vi erano migliaia di disoccupati. Solarussa non faceva eccezione.

Era l’aprile del 1949 quando il Presidente del Consiglio De Gasperi si recò nel paese sardo, in località Coa Forru e circondato da deputati D.C. e vari sindaci del Comuni vicini, inaugurò i lavori per la costruzione di un canale (II lotto del canale generale), dando il primo colpo di piccone.

Ma questi lavori non iniziarono. Fu a causa di ciò che i disoccupati, dopo parecchi mesi dall’inaugurazione,  decisero di realizzare uno sciopero al rovescio: si armarono di picchi, pale e materiali edili e iniziarono loro la costruzione del canale. La ditta incaricata dei lavori assunse gran parte di essi e per un bel periodo la disoccupazione fu debellata.

L’anno successivo però si ripresentò il problema dato che finito il canale l’impresa licenziò gli operai.  I disoccupati si organizzarono e realizzarono un altro sciopero a rovescio. Questa volta però 38 di loro vennero arrestati e portati al carcere di Oristano. Tutto il paese si mobilitò e i solarussesi andarono a piedi in città per protestare e fare in modo che i loro amici e compagni venissero scarcerati.

Sentiamo il racconto direttamente dalla voce di chi ha vissuto in prima persona questi fatti:

Durante il secondo sciopero i Carabinieri arrestarono anche due uomini rei di fotografare ciò che stava succedendo a Solarussa. Furono portati nella Caserma del paese, ma le donne solarussesi iniziarono e protestare attorno alla struttura dei militari e dopo alcune ore questi furono costretti a rilasciare i due fotografi.

Dopo un processo per direttissima alcuni disoccupati furono rilasciati altri subirono una condanna.

Categorie:interviste, racconti Tag: 1950, chiccheddu, dopoguerra, protesta operai, racconti dalla sardegna, Sardegna, sciopero a rovescio, solarussa

Il Segnalibro presenta Piciocus con Gianni Zanata

20 gennaio 2012 giulia Nessun commento
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Il 29 gennaio a Solarussa, si terrà Il Segnalibro Aperitivo letterario.  L’iniziativa, organizzata dalla Consulta dei Giovani di Solarussa, prevede la presentazione del libro Piciocus (Caracò editore, 2011) insieme di racconti scritti da Francesco Abate, Gianni Zanata, Paolo Maccioni, Gianluca Floris, Silvia Sanna.

Durante l’incontro con alcuni autori (saranno presenti tutti, tranne Gianluca Floris) e con Daniele Longoni, autore della copertina, i ragazzi e le ragazze della Consulta avranno il piacere di deliziare il palato dei presenti con cibi locali accompagnati da un buono e gustoso bicchiere di vernaccia.

Tag Sardegna ha intervistato per voi Gianni Zanata, giornalista (carta stampata e tv), scrittore di romanzi e racconti, l’ultimo dei quali è intitolato In nessun posto (1978) ed è stato pubblicato proprio all’interno dell’antologia Piciocus.

Gianni, secondo la sua bio, scrive anche poesie e canzoni, suona un numero imprecisato di strumenti e afferma “Di recente ho maturato alcune interessanti convinzioni circa l’ineluttabile rotondità del tempo”.

Il suo racconto narra della grande amicizia tra due giovani e della vicenda che ruota attorno ai due e al ritrovamento casuale di una pistola, avvenuta in contemporanea  al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro. Chiedo a Gianni come è cambiata la società rispetto al periodo in cui è ambientata la sua storia  e se il caso Moro ha influenzato in qualche modo.

Sostiene che il mondo intero è cambiato. “E di conseguenza è cambiata la società. È cambiata l’Italia, è cambiata la Sardegna. Non so dire se sia cambiata in meglio o in peggio. Queste sono considerazioni sulle quali è giusto che si confrontino e si interroghino gli storici e i sociologi”.

“L’omicidio di Aldo Moro ha però decretato l’inizio della fine delle Brigate Rosse, questo è un dato di fatto incontrovertibile. Da quel delitto in poi, l’intero fenomeno del terrorismo è andato via via scemando, e il paese ha trovato quell’unità e quella compattezza che gli stessi brigatisti avevano cercato di minare colpendo Moro, il fautore del cosiddetto compromesso storico”.

“Le frange estremiste, pian piano, hanno sofferto di un isolamento ancora più netto, mentre la società, in particolare i giovani, davvero mutava pelle e volto. Strategicamente, per le BR   il delitto Moro è stato un clamoroso fallimento, ammesso che non fosse questo il vero obiettivo. Ma questo è un discorso che rischierebbe di farci entrare in un campo minato, fatto per ora solo di ipotesi, circa il coinvolgimento di nazioni estere e di servizi segreti nell’intera vicenda del rapimento e dell’uccisione di Moro. Tuttavia, una domanda ancora aleggia, a 34 anni di distanza: a chi davvero interessava che il presidente della DC scomparisse dalla scena politica?”

Alla domanda “Un ricordo di quando eri piciocu – ragazzino?” risponde che i ricordi che possiede sono davvero tantissimi e non saprebbe selezionarne soltanto uno, in quanto è un numero infinito di immagini, sapori e profumi della fanciullezza e dell’adolescenza che a volte si sovrappongono, s’intersecano, quasi a formare un unico quadro, o una sequenza cinematografica.

“In questo quadro, o in questo film che dir si voglia, il cielo è azzurro, limpido, come soltanto in alcune mattine d’inizio estate, l’aria sa di mare. Dalla latteria sotto casa arriva l’odore dei formaggi freschi, della ricotta. E ci sono alcuni ragazzi che giocano a pallone in un cortile di città, panni bianchi stesi ai balconi. Ecco, io sono lì, sorrido, scherzo, sono felice di stare tra i miei amici, di giocare con loro, di sognare insieme a loro”.

Ma, per lo scrittore giornalista cosa rappresenta la Sardegna? “È la mia terra. Basterebbe questo. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere nient’altro. Amo quasi tutto della mia terra”.

“Ciò che non mi piace è questa nostra innata incapacità di ribellarci al prepotente di turno, sia esso sardo, italiano, americano, inglese o tedesco. Ci sono troppi signorotti in Sardegna, e pochi sardi che abbiano il coraggio di dire basta. Siamo governati da un gruppo ristretto di oligarchi, purtroppo. Gente a cui non stanno a cuore né il bene né lo sviluppo della Sardegna”.

Dai ora Gianni consigliaci un libro, oltre a Piciocus naturalmente!!!

“È difficile indicarne soltanto uno”. Lo scrittore pensa che ci siano tantissimi libri e tantissimi autori che non dovrebbero mai mancare in una libreria: da Hemingway a Steinbeck, da “I Ragazzi della via Paal” a “Pinocchio”, da Pier Vittorio Tondelli a Kerouac, da Joe Lansdale ad Andrea De Carlo.

“Se però devo sceglierne uno, scelgo l’opera poetica di Jean Arthur Rimbaud. È un autore che mi ha   sempre affascinato, non tanto per la sua vita da avventuriero quanto per la forza lirica e la magnificenza dei suoi versi. Una volta letto Rimbaud, tutto cambia. È uno dei pochi autori che mi ha indotto a modificare la percezione che avevo della realtà. Rimbaud mi ha fatto riflettere profondamente sulle potenzialità terapeutiche della parola, della poesia in particolare”. Ottimo consiglio!

Un grazie di cuore a Gianni Zanata per questa intervista. Io e i ragazzi della Consulta aspettiamo con trepidazione di incontrarlo di persona all’aperitivo letterario Il Segnalibro.

Qui i suoi contatti:  facebook – myspace – twitter e il suo blog è www.nonstotantomale.it.

Categorie:Il Segnalibro - aperitivo letterario, partner Tag: aperitivo letterario, gianni zanata, libri, piciocus, presentazione libro, racconti, Sardegna, solarussa

Passeggiando a Capo San Marco

17 gennaio 2012 giulia Nessun commento
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Capo San Marco si trova nella Penisola del Sinis, fa parte dell’Area Marina Protetta, dopo il suggestivo villaggio e la spiaggia di San Giovanni di Sinis.

Entrando nella penisola di Capo San Marco si ha la Torre Spagnola sulla destra e l’antica città di Tharros sulla sinistra.

E’ una delle più grandi presenti nel Sinis, ce ne sono cinque.  É databile alla fine del Cinquecento

La penisola di Capo San Marco è ricoperta di una folta vegetazione di macchia mediterranea, ma in alcuni punti si possono vedere anche alberi di Fico d’India.

Ecco il Capo con le sue falesie e il faro.

L’istimo di terra che divide Mare Vivo da Mare Morto. Il motivo per cui le due spiagge si chiamano così è facilmente intuibile.

Categorie:luoghi Tag: area marina protetta, capo san marco, natura, passeggiata, penisola del sinis, san giovanni di sinis

Ananti de sa Ziminera: davanti al camino le storie son più belle!

16 gennaio 2012 giulia Nessun commento
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“… Qui non si sente altro che il caldo buono
Sto con le quattro capriole di fumo del focolare
”

G.Ungaretti (Natale)

Nella prima metà del novecento in Sardegna, durante l’inverno, nelle famiglie spesso si usava accoccolarsi  accanto a sa forredda, cioè il focolare, ad ascoltare silenziosamente e con attenzione le storie di un membro della famiglia, di solito un anziano. Attraverso queste narrazioni di contos e paristorias (racconti e leggende) si impartivano lezioni importanti, si trasferiva morale, si invogliavano i più piccoli a seguire le regole del gruppo sociale.

Il festival letterario Ananti de sa Ziminera che, per chi non conosce il sardo, significa “davanti al camino”, si propone di rievocare quel tempo del racconto e quel momento di aggregazione sociale, facendo sedere davanti a un ipotetico focolare scrittori, poeti, cantautori, esperti di letteratura, linguisti, politici, uomini e donne impegnati nel sociale e persone comuni, al fine di presentare libri di recente pubblicazione, confrontarsi riguardo argomenti di attualità e riflettere sulle tematiche del territorio e della società contemporanea.

L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, si realizzerà dal 20 gennaio al 18 febbraio in un mese ricco di incontri, laboratori, concorsi letterari, aperitivi a chilometro zero e musica dal vivo.

I comuni coinvolti sono Bauladu, Milis, Tramatza, Nurachi e Narbolia, chi organizza è principalmente la Consulta di Bauladu (Direzione artistica e Coordinatore) assieme alle Consulte giovanili degli altri paesi.

Ognuno di loro ospiterà un fine settimana di appuntamenti distribuiti tra il giovedì e il sabato.

Gli incontri con gli autori rappresentano le attività principali della manifestazione e saranno suddivisi in due sezioni: una, rivolta alle scuole elementari e medie, di educazione alla lettura; la seconda è, invece, indirizzata ad un pubblico più adulto.

Saranno inoltre attivati un laboratorio di scrittura creativa per adulti, un concorso letterario per ragazzi e un Dopofestival d’autore.

Molteplici saranno gli ospiti che ci scalderanno lo spirito e la mente. Faccio qualche nome, scelto in base ai miei gusti e interessi, poi per il programma completo rimando alla pagina ufficiale dell’evento, dove potrete prendere visione di tutti gli aggiornamenti, anche durante il festival.

“Italia Reloaded. Ripartire con la cultura” con Christian Caliandro (docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università IULM di Milano), Alberto Masala (poeta e traduttore) e Pinuccio Sciola (scultore);

Pubblici discorsi sulla terra dei mufloni: Marcocarta fever, post femminismo sassarese, granitica sardità di Santilicheri, George&Eli a Tresnuraghes, ineluttabilità della spedizione postale dei carciofi di zia Mariuccia con Flavio Soriga, Elio Turno Arthemalle, Lalla Winehouse Careddu, Elio Flaiano Satta e la partecipazione straordinaria di Lele Pittoni e Maurizio Marzo dei Ratapignata;

La Sardegna agli occhi dei viaggiatori dell’800 e del ’900 con Luciano Marrocu e Pierpaolo Piludu;

Sarà presente il cantautore Bob Corn (lo ascoltiamo subito!).

Tag Sardegna è media partner dell’evento. Perché? Perché l’obiettivo generale di Ananti de sa Ziminera è quello di supportare lo sviluppo socio-economico dei territori coinvolti, facendo della cultura il modello e lo strumento cardine di crescita.

Inoltre, la manifestazione mira a elevare la qualità della domanda di cultura espressa dalle comunità coinvolte. E già questi mi sembrano obiettivi ottimi.

Infine, è un evento ideato e organizzato da giovani a cui non piace rimanere con le mani in mano, anzi sono ragazzi e ragazze che hanno voglia di fare, di mettersi in gioco, di creare qualcosa e di impegnarsi per il proprio territorio e per il futuro.

Io sarò presente alla maggior parte degli incontri per scattare qualche foto, fare qualche aggiornamento e soprattutto ascoltare con attenzione i narratori di questa splendida edizione di Ananti de sa ziminera.

Vi aspetto…

Categorie:Ananti de sa Ziminera, eventi, partner Tag: Alberto Masala, Ananti de sa Ziminera, Bauladu, cosnulta giovani, eventi, festival letterario, Milis, Narbolia, Nurachi, racconti, Sardegna, Tramatza

Antonio Bachis: da Mystery Shopper alla Sardegna

10 gennaio 2012 giulia Nessun commento
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Il mio nome non ha molta importanza, invece può interessarvi quello che faccio, e io faccio il Mystery Shopper. Nome scemo, lo so, suona come un detersivo da hard discount, ma è meglio dello spia-di-merda che usa mia sorella quando le chiedono cosa fa per vivere la persona che più odia al mondo, cioè io.

(Mystery Shopper p.10)

Ecco una nuova intervista su Tag Sardegna. Il protagonista è lo scrittore Antonio Bachis, pseudonimo di un nuovo e giovane talento sardo, autore del libro Mystery Shopper e di Nero Riflesso e Dopotutto (quest’ultimo l’ho letto e lo consiglio vivamente: ci sono delle scene in cui sono morta dalle risate) scritti all’interno del collettivo Elias Mandreu.

Chi si nasconde dietro Antonio Bachis? Questa è una domanda a cui non posso rispondere, io gliel’ ho chiesto… ma i segreti son tali proprio perché non devono essere spifferati ai quattro venti, figuriamoci su un blog!

“Quando abbiamo pubblicato il nostro primo romanzo, avevamo scelto lo pseudonimo di Elias Mandreu perché il lettore avesse la sensazione di avere tra le mani il lavoro di una singola persona, non un collage. Ci è piaciuto pensare che Elias esistesse davvero, e noi tre ne fossimo i medium. Così, quando ho finito Mystery Shopper, mi è venuto spontaneo usare nuovamente un nom de plume”.

Antonio confessa che parte di questa sua scelta deriva dal suo amore per i fumetti: “gran parte dei supereroi hanno una seconda identità, e ho pensato che anche io non potevo essere da meno. Mi sono fermato qui, però, nel senso che almeno per ora non ho scelto un costume col mantello da usare quando presento i libri. Non sarebbe un’idea malvagia, però, potrei pensarci per il futuro”. Perché no? Io lo trovo simpatico, nonché una buona strategia di marketing!!!

Parliamo del libro Mystery Shopper.

“È il mio primo romanzo da solista, che segue Nero riflesso e Dopotutto, scritti nel collettivo Elias Mandreu e usciti per Il Maestrale nel 2009 e nel 2010”.

“Non è, tecnicamente, un noir, anche se in alcuni casi attingo a quelle atmosfere, specie per quanto riguarda una certa amarezza di fondo” .

“Il protagonista della storia fa appunto il mystery shopper. È una figura professionale molto più diffusa di quanto si pensi, ed è una persona che si finge acquirente in negozi oppure fruitore di servizi, per poi dare un giudizio sulle persone. Nel nostro caso il mystery shopper è una persona cinica che compie il suo lavoro con sadismo, senza mai farsi coinvolgere sul piano emotivo. Non ha amici, non ha affetti, non desidera averne e sta benissimo così. Questo sinché non riceve una proposta di lavoro piuttosto particolare: una multinazionale vuole commercializzare la felicità, e lui dovrà provare a vedere come funziona. Il protagonista è una persona all’inizio perfettamente integrata in questo contesto sociale, ma le sue certezze iniziano a crollare in virtù dell’esperimento a cui si sottopone. Non è che diventa buono, semplicemente qualcosa in lui inizia a non funzionare”.

Aggiunge: “È una premessa surreale per un romanzo che racconta (spero) con sarcasmo di come ormai tendiamo a essere non più individui ma solo utenti o fruitori di qualcosa, che sia un prodotto, o un servizio, e di come le grosse multinazionali vogliano controllare le nostre vite, dai dettagli minimi sino alle scelte più importanti”.

Chiedo ad Antonio cosa la scrittura rappresenta per lui.

“Per prima cosa un grande dono ricevuto dalla vita. Non è scontato né dovuto che qualcuno ti pubblichi un libro. Il fatto che io ci sia riuscito è qualcosa che per molto tempo sognavo senza neanche osare di sperarlo. Normalmente scrivere è un modo per raccontare agli altri la tua visione delle cose, ma nel mio caso è prima di tutto un modo per definire più chiaramente quella stessa visione. Ciò detto, mentirei dicendo che scrivo per me stesso. Non credo neanche a chi dice di farlo. Si scrive pensando sempre a chi ti leggerà, e con la speranza che il pubblico sia sempre più vasto, e possibilmente contento di quello che legge”.

Gli chiedo di consigliare a me e a tutti i lettori di Tag Sardegna un libro. Risponde che  questa domanda lo mette sempre in crisi, perché ci sono così tanti autori che apprezza che spesso qualcuno se lo dimentica.

Ma poi, fortunatamente ce lo dice “Ho iniziato ad appassionarmi al genere noir leggendo il Centodelitti di Giorgio Scerbanenco, libro che insegna una dote preziosa, quella dell’asciuttezza e della sintesi. Uno dei miei libri di riferimento è Moby Dick, forse per il  fatto che insieme a Zanna Bianca di Jack London è stato praticamente il primo romanzo che ho letto quando ero bambino. Tra gli autori contemporanei amo molto Joe R. Lansdale, un grande narratore e maestro dei dialoghi, e poi Jonathan Coe. Amo molto la narrativa  americana e mi secca che alcune elite culturali europee la snobbino. Ma per rispondere alla domanda, il libro che non deve mancare mai nella libreria è il prossimo libro che leggeremo”.  Un invito a leggere, leggere e leggere insomma! E certo male non fa!


Infine, l’ultima domanda è per la Sardegna. L’auore di Mystery Shopper sostiene che l’isola ospita un microclima ideale per far crescere chi scrive. “Qui abbiamo un numero di lettori superiore alla media nazionale, che sono tendenzialmente ben disposti a leggere storie dei propri conterranei. Abbiamo scrittori e scrittrici di assoluto livello, Fois, Murgia, Abate, Todde e Angioni solo per fare i primi nomi che mi passano per la testa. Ci sono festival letterari presi d’assalto da un pubblico vasto e attento, a Gavoi ho visto scrittori di livello internazionale confessare di non aver mai visto nulla di simile”.

Insomma, per Antonio la Sardegna è un ambiente rassicurante per chi si mette in testa di scrivere. Ma, c’è un ma.

“C’è un rovescio della medaglia” afferma, “un romanzo non è interessante o bello solo perchè parla di Sardegna, i rischi dello stereotipo e del manierismo sono sempre in agguato e bisogna fare attenzione. Spesso tendiamo a idealizzare la Sardegna, innamorandoci delle differenze rispetto al resto d’Italia, e trascurando colpevolmente le analogie che pure ci sono e dovrebbero metterci in guardia. Ad esempio, molte volte abbiamo una visione indulgente, per non dire fiabesca e mitologica, del nostro banditismo, e nel frattempo non vogliamo vedere come la criminalità organizzata, mafia e camorra se le vogliamo chiamare col loro nome, stia penetrando anche da noi”.

Secondo Bachis “chi scrive al giorno d’oggi ha secondo me il compito di parlare anche  di queste realtà meno rassicuranti, per le cartoline suggestive si può sempre andare in cartoleria”.

Tornando al libro io ho appena iniziato a leggerlo, vi dirò cosa ne penso, anche se son convinta, viste le premesse, che sia un’opera interessante, da aggiungere alla propria libreria (a fianco a Moby Dick ovviamente!). Alcune recensioni: qui e qui. Mentre, qui la pagina su Facebook.

Categorie:interviste, libri Tag: antonio bachis, autori sardi, elias mandreu, interviste, mystery shopper, scrittori sardi

Knock Out – Fuori i secondi: uno spettacolo teatrale sul mondo del pugilato in Sardegna

20 dicembre 2011 giulia Nessun commento
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Negli anni ‘70 la Sardegna era una regione fiorente di pugili di elevato livello tecnico.

Quarant’anni dopo la compagnia Deamater-les DanceursboxeurS mette in scena, a Olbia al molo Brin, negli spazi delle ex-officine Mameli il 23 dicembre, uno spettacolo teatrale per ricordare i tempi d’oro del mondo della boxe sarda.

La nuova produzione, dal titolo Knock Out – Fuori i secondi, è un progetto Sucker Punch, vincitore del premio Nazionale MITICI – Parco dei Talenti Creativi e Innovativi indetto dalla Fondazione Milano e scuole civiche Milano.

Lo spettacolo sviscera in profondità il mondo del pugilato per ricordare e raccontare la storia dei pugili sardi che nel secondo ‘900 hanno rappresentato un grande motivo d’orgoglio per la nostra isola. Nel corso della rappresentazione vengono toccati anche temi importanti quali l’emigrazione e la diversità. Infatti, la trama ha come protagonisti due ragazzi di origine sarda che vivono nella Milano degli anni ’70. Dino Puddu e Antonio Matta sono figli di immigrati degli anni 50 e 60 che si trovano in quella difficile posizione in cui pur appartenendo linguisticamente e quindi  culturalmente ad un altro mondo, il mondo dei padri, devono ogni giorno ridefinire la propria identità con una realtà che pur accettandoli come forza-lavoro li bolla come diversi.

I responsabili del progetto hanno affermato “Da un punto di vista linguistico, abbiamo voluto caratterizzare i personaggi di Dino e Antonio di un propria specifica lingua, il sardo che si parla in casa, sfondo del loro riconoscimento e possibilità della loro amicizia”.

Elemento caratterizzante dello spettacolo della messa in scena sarà il ring. Mentre fase fondamentale della produzione è stata la preparazione degli attori, per la quale è stato ingaggiato il pugile Olbiese (campione italiano) Nicola Conti che ha curato il “lavoro sul personaggio” svolto nella palestra boxe G.B. Martellini di Olbia (fucina dei campioni Conti e Maludrottu).

Il centro sportivo, inoltre, fa da supporto allo spettacolo e al progetto nel suo insieme. Infatti, oltre al contributo per la preparazione atletica, ha messo a disposizione per un mese la palestra alla compagnia teatrale Deamater, permettendogli quindi di produrre lo spettacolo a Olbia dove la carenza di spazi culturali pubblici è un problema che si manifesta quotidianamente.

Progetto successivo alla rappresentazione teatrale sarà un documentario che attraverso interviste e reportage sia in grado di dare una panoramica dei pugili di ieri ma anche di oggi.

Ecco la compagnia.

Regia: Nicolò Columbano

Con: Janette Brandanu, Nicolò Columbano, Marco Marangon, Alessandro Pani, Filippo Salaris, Mario Sechi

Preparazione Pugilistica: Nicola Conti – boxe G.B. Martellini Olbia

Direttore di produzione: Marianna Deiana

Fotografa di scena: Valeria Gentile

Grafica e web design: Francesco Brotzu

Categorie:eventi Tag: boxe, deamater, Knock Out - Fuori i secondi, olbia, pugilato, Sardegna, sucker punch, teatro

Il Meetinglife Journal Project: un diario digitale che fa il giro del mondo

19 dicembre 2011 giulia Nessun commento
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“In che modo, le parole di qualcun altro potrebbero positivamente influenzare la tua vita?”

Questa è la domanda che si sono posti gli ideatori del Meetinglife Journal Project, progetto a cavallo tra l’online e l’offline.

Il presupposto da cui è partita tale iniziativa è che qualunque persona si incontri nel corso della propria vita, sia avendoci a che fare per anni o solo per cinque minuti, potenzialmente ha il potere di cambiarci, di influenzarci, di farci guardare il mondo secondo un diverso punto di vista. Se siamo quello che siamo il merito è delle persone che conosciamo, con le quali abbiamo lavorato o scambiato due chiacchiere fuori da un locale o alla fermata di un autobus, con le quali insomma abbiamo condiviso qualcosa.

Lo scopo del progetto, infatti,  è proprio quello di generare un flusso di racconti, storie, pensieri personali che faccia il giro del mondo e attraversi i diversi continenti per diventare fonte di ispirazione per chiunque si imbatta in esso, avvicinando così culture e talenti diversi. Qui ulteriori info.

Personalità e non della rete, a turno, si spediranno un quaderno, strumento scelto come simbolo dell’iniziativa in quanto rappresenta il diario personale e quindi il raccoglitore per antonomasia di pensieri e riflessioni.

Di paese in paese le sue pagine accoglieranno i diversi punti di vista, le molteplici idee dei narratori,  le loro passioni, esperienze e i loro sogni, con la speranza e l’augurio che tali parole vengano conservate nel cuore di chi trova e legge il diario e, soprattutto, siano prese in considerazione come parte importante di una propria esperienza personale che arricchisca e influenzi in maniera positiva il proprio io.

In ogni tappa si scopriranno passioni e ambizioni dei personaggi che prenderanno parte al progetto e, attraverso i video che realizzeranno, si avrà la diretta testimonianza che il quadernino ha raggiunto un posto nuovo.

Il percorso del diario attraverso i cinque continenti verrà seguito dal blog MeetingLife. Mentre, le pagine del quaderno sono rappresentate sia da dei video su YouTube, un filmato per ogni tappa e ogni narratore, e anche da dei testi scritti, come qua.

Vi starete chiedendo “cosa c’entra tutto ciò con TagSardegna?”

Ebbene, come saprete questo blog è aperto a tutte le iniziative che hanno a che fare con il web, e poi… una della prime tappe del viaggio è proprio la Sardegna, tra Sassari e Alghero, e chi “scrive” è una famosa youtuber sarda che si chiama Lolla – Miss Strawberry Fields.

Eccola:

Meetinglife è anche su Facebook.

Chi volesse raccontare e far consocere la propria esperienza, i propri sogni e in generale il proprio punto di vista e lasciare così una pagina personale nel diario digitale collettivo del progetto, può partecipare secondo queste indicazioni.

Dopo l’isola il diario si è spostato a Torino e Bologna, raggiungendo successivamente altre città e persone sparse per il continente europeo. E non si ferma…

Categorie:ricerca e innovazione Tag: diario digitale, meetinglife journal project, youtube

Videogames e social network made in Sardinia!

15 dicembre 2011 elena muscas 3 commenti
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Inauguro la mia sentita collaborazione con TagSardegna con un post che sa di innovazione e ricerca.

I due progetti di cui vi parlerò sono opera di menti giovani e fresche che fanno parte dell’Isola che innova, pensa….

“Si ses atzudu, Ajò! Ite b’at… cuadu in dae segus de sa ghenna?” è un video gioco che nasce per insegnare il sardo in chiave ludica e multimediale. A realizzarlo è stata la  Polgames di Paolo Congiu nell’ambito di un progetto che vede insieme i Comuni di Sedilo (capofila), Paulilatino e Fordongianus. La Polgames  è una Software House nata nel 2000 dalla passione di Paolo Congiu per i videogames, la musica e l’elettronica -- che ha creato anche il primo videogame della Sardegna “Ziu Zizzu” un platform ambientato in Sardegna, realizzato nel 1997.

I protagonisti principali del videogame sono  Archilai (Antonio Murgia, Fordongianus) Diadoru, (Francesco Oppodi Paulilatino) e Titinu (Alessandro Porcu, Sedilo). Attraverso le loro avventure, ostacoli e paure i tre eroi ci guideranno alla scoperta delle nostre origini linguistiche e al ritrovamento del nostro bilinguismo.

Il gioco è corredato da testi esplicativi ed informazioni che spiegano le differenze grammaticali, sintattiche e linguistiche della nostra Isola. E si, perché solo ‘sposando’ una variante comune scritta del sardo, questo verrà riconosciuto come Lingua e non più come minoranza linguistica!

Il progetto è stato finanziato dalla legge 482/99 che favorisce attività che mirano alla promozione di attività culturali e de sa limba sarda e alla tutela delle minoranze storiche e linguistiche.

Fondamentale alla buona riuscita del  videogame è stata la collaborazione dell’ufficio della lingua sarda della provincia di Oristano. Il percorso virtuale verrà presentato il 15-16-17 nei rispettivi paesi dei protagonisti!

Si può parlare di un Mario Bros nostrano? ;)

L’altra ‘genialata’ di cui vi parlo è Paraimpu, 
 già definito da Sardegna 24 come il social network degli oggetti. Il sottotitolo del SN  ’ The Web of Things is more than Things’ introduce il concetto del web of things.

Il web, infatti,  si evolve. Se all’inizio era formato solo da ipertesti, poi si è passati al web 2.0 e ad un sistema collaborativo, oggi si va sempre più verso piattaforme di web service e … al web of things! Paraimpu fa parte di questa parte del web: gli oggetti sono sempre più connessi fra di loro, prima di tutto, e al web. Inoltre, questa rete sociale permette di creare connessioni non solo fra oggetti fisici ma anche tra oggetti virtuali.

Alla base del social network vi è, quindi, la condivisione di oggetti anche di uso quotidiano dotati di connessione. Si tratta in altre parole di ‘condividere le proprie “cose” sul Web e metterle in comunicazione con le “cose” di altri utenti.

Il modello si basa su tre concetti di base: sensori che producono, gli attuatori che consumano e le connessioni che coinvolgono. Poi c’è la parte social di integrazione e condivisione degli oggetti.  Non a caso il termine Paraimpu rimanda ad una figura greca (Paranymphosche) che accordava matrimoni tra famiglie diverse.

A cosa serve veramente Paraimpu? Lo spiega bene Antonio Pintus qui:

“Paraimpu può essere utilizzato in svariati campi applicativi del Web of  Things: dal monitoraggio ambientale a scenari più prettamente ludici, alla domotica, all’entertainment, alle installazioni artistiche, come abbiamo  visto. L’ingegno e la fantasia al potere!”

Paraimpu nasce da un’idea del gruppo di lavoro del CRS4 di Cagliari. La versione Beta della rete sociale verrà lanciata nell’estate 2012, nel frattempo sono ben  accetti suggerimenti e feedback per migliorare il prodotto.

Sarebbe veramente una buona e sana idea per non duplicare sistemi di oggetti con funzionalità simili evitando sprechi e consentendo un consumo più partecipativo.

(rimandiamo qui per una spiegazione tecnica)

È quindi il caso di dire: Sardinia Valley alla riscossa? [cit]

Categorie:ricerca e innovazione Tag: Andrea Piras, Antonio Pintus, Davide Carboni, innovazione, internet degli oggetti, Paraimpu, Polgames, sardinia valley, social network, Videogames, web of things

ToDoStarUp: la tua idea di business discussa in gruppo

17 novembre 2011 giulia Nessun commento
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Non c’è due senza tre (e poi si spera anche quattro, cinque, sei…).

Gli amici dell’Associazione Sardegna2.0 ci hanno preso gusto dopo il successo e la partecipazione degli eventi precedenti ed ecco ToDoStartup: un evento ibrido, un po’ scuola e un po’ barcamp.

ToDoStartUp si terrà a Porto Conte ad Alghero e si propone di riunire i migliori talenti dell’isola per un’intera giornata dedicata alla formazione imprenditoriale, allo sviluppo di progetti di business su gruppi di lavoro e alla loro valutazione da parte di un team di esperti.

ToDoStartup è l’unica iniziativa sarda accreditata dalla GEW, la Global Entrepreneurship Week organizzata in tutto il mondo dalla Fondazione Kauffman.

Come funziona? Negli scorsi giorni chiunque poteva inserire la propria idea di business sul sito di Sardegna 2.0, i dieci progetti più votati hanno diritto a essere discussi durante la giornata, dopo una prima sessione di “Scuola” con esperti di scouting imprenditoriale. Questo la mattina.

Il pomeriggio si continua con la presentazione delle Business Idea, question time e valutazione da parte di esperti che si esprimeranno sulla reale fattibilità e sostenibilità dei progetti. Infine serata di networking con aperitivo musicale.

Come sempre saranno fondamentali la condivisione, il networking e l’impegno nello sviluppo di idee di business realistiche e competitive.

Qui il programma della giornata.

Ecco le idee finaliste (per  leggerle e votarle però dovete iscriversi sul sito di Sardegna 2.0: non è molto user friendly ma è stato deciso così per tutelare le idee dei partecipanti).

Maggiori info su come iscriversi per partecipare a ToDoStartUp. La quota di partecipazione è 50 euro, sono previsti sconti per chi è socio dell’associazione e per chi partecipò al primo evento di Sardegna 2.0 a Tramatza.

Io non mancherò!

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Le interviste del TagSardegnaCamp: Giovanni Sedda

11 novembre 2011 giulia Nessun commento
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Last but not least, ecco l’intervista di Giovanni Sedda:

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